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prato ornamentale cura e manutenzione mese per mese

Il prato ornamentale: cura e manutenzione mese per mese

Il prato: lo specchio del giardino

Il prato è la superficie su cui si misura la qualità di un giardino. Come uno specchio, riflette la cura e l’attenzione dedicate all’intero spazio verde: un tappeto erboso sano e compatto valorizza tutto ciò che lo circonda, mentre uno trascurato deprezza anche le aiuole più belle.

Quello che segue è una guida pratica alla cura del prato mese per mese, basata su anni di esperienza diretta sul campo. Prima di entrare nel calendario è utile chiarire alcune premesse fondamentali che vale la pena tenere sempre a mente.

Non esistono prati che non richiedono di essere tagliati. Non esistono sementi che formino un tappeto erboso senza manutenzione. Non esistono prati immuni a tutte le malattie o che non necessitino di concimazioni. L’erba è la pianta più impegnativa da coltivare in giardino — e chi lo sa in partenza affronta il lavoro con le aspettative giuste.

La regola d’oro del taglio è una sola: non tagliare mai più di un terzo della lamina fogliare in un singolo intervento.

Macroterme e microterme: due famiglie, due esigenze opposte

Le graminacee da prato si dividono in due grandi gruppi con caratteristiche e necessità molto diverse.

Le macroterme — cynodon, zoysia, paspalum — crescono meglio con temperature tra 27 e 35 gradi centigradi. Sotto i 10 gradi entrano in dormienza, ingialliscono e perdono il colore fino alla primavera successiva. I loro punti di forza sono la straordinaria resistenza alla siccità, la rusticità, la resistenza al calpestamento, la capacità di recupero rapido nelle zone danneggiate e la fortissima competizione contro le infestanti. Il rovescio della medaglia è la tendenza invasiva verso bordure, siepi e aiuole, e la necessità di esposizioni molto soleggiate.

Le microterme — poa, lolium, festuca — sono le graminacee più utilizzate nei giardini italiani. Crescono al meglio tra 15 e 23 gradi, rimangono verdi tutto l’anno anche in inverno e offrono un tappeto ordinato e dalla tessitura soffice. Alcune varietà tollerano bene l’ombreggiamento. Gli svantaggi sono la scarsa resistenza alla siccità — che rende indispensabile l’impianto di irrigazione automatico — e una crescita consistente che richiede tagli frequenti e regolari.

Gennaio: riposo e preparazione

A gennaio tutti i prati sono in dormienza. I lavori si limitano alla pulizia di rami e foglie caduti, da eseguire però solo quando l’erba non è ghiacciata: calpestare un prato gelato provoca rotture da schiacciamento che danneggiano seriamente le piante.

Per chi deve ancora preparare il terreno per un nuovo prato, questo è il momento giusto per iniziare se le condizioni lo permettono — ovvero se la terra è abbastanza asciutta da essere lavorata. Si apportano i correttivi e la sostanza organica, preferibilmente nei mesi più freddi perché il gelo la disgrega meglio, e si effettua una lavorazione profonda idealmente con la vanga, lasciando poi il terreno riposare.

Febbraio: i primi segnali di risveglio

Nella maggior parte dei casi febbraio è ancora un mese di pausa, simile a gennaio. Nelle zone con clima più mite, però, i prati di microterme iniziano a dare i primi segnali di risveglio: in queste situazioni si può eseguire una leggerissima arieggiatura a mano per rimuovere le formazioni di muschio e procedere con il primo taglio dell’anno, che deve essere molto alto — quasi una semplice pareggiatura — eseguito con macchine che raccolgono lo sfalcio. L’altezza di taglio non va abbassata fino a quando le temperature non garantiscono l’assenza di gelate tardive.

Chi vuole seminare in anticipo può farlo a febbraio solo per le microterme: la germinazione sarà lenta, ma il prato avrà un vantaggio sulle infestanti nella stagione successiva.

Marzo: il grande risveglio

Marzo è il mese più importante dell’anno per la cura del prato di microterme. Si avviano le operazioni straordinarie di preparazione e riprendono le attività manutentive ordinarie.

Se non è ancora stato fatto si esegue il primo taglio dell’anno, basso e di pulizia, seguito dall’arieggiatura per eliminare il feltro, il muschio e le parti di prato secche o danneggiate. Subito dopo l’arieggiatura si taglia a 3-4 centimetri con raccolta, per poi riportare progressivamente il prato all’altezza abituale di 4-6 centimetri una volta che l’erba ha ricresciuto fino a 6-8 centimetri.

Chi esegue il mulching — il taglio senza raccolta dello sfalcio — deve ridurre gli intervalli tra i tagli da 5-8 giorni a 3-4 giorni.

A marzo si avvia il ciclo delle concimazioni. Il concime ideale in questa fase è a lenta cessione, specifico per tappeti erbosi, con titolazione N-P-K vicina a 20-5-5 più ferro, alla dose di 30 grammi per metro quadro. Il ferro — meglio se sotto forma di solfato di ferro — svolge un’azione rinverdente e antimuschio molto efficace. Attenzione: i prodotti a base di solfato di ferro macchiano irreparabilmente le superfici pavimentate.

A marzo si riattiva l’impianto di irrigazione. La frequenza media da impostare è di un intervento ogni 3-4 giorni, garantendo circa 8 litri per metro quadro per ogni irrigazione. L’orario ideale è circa un’ora prima dell’alba: l’erba utilizza l’acqua con temperature ottimali e l’eccesso si asciuga rapidamente con il sorgere del sole, riducendo il rischio di malattie fungine.

È ancora possibile effettuare trattamenti anticrittogamici preventivi con triazoli come il propiconazolo, che oltre all’azione fungicida hanno un effetto brachizzante che riduce la crescita e permette di risparmiare qualche taglio.

Aprile: il mese della crescita intensa

Aprile è il mese in cui il prato di microterme cresce di più. Le temperature fresche e le piogge primaverili spingono la vegetazione in modo sostenuto: i tagli devono avvenire ogni 4-6 giorni con raccolta, o ogni 2-3 giorni se si pratica il mulching. Se non è stato fatto a marzo è ancora possibile arieggiare.

Se il prato mostra perdita di colore omogenea o un rallentamento nella crescita, è il momento di intervenire con una concimazione a lenta cessione, stessa formula di marzo, sempre a 30 grammi per metro quadro.

Per le macroterme aprile segna la ripresa vegetativa: si può arieggiare per eliminare feltro, muschio e parti danneggiate, poi tagliare a 3-4 centimetri con raccolta e concimare. L’arieggiatura delle macroterme favorisce la separazione degli stoloni e dei rizomi, stimolando un futuro infoltimento del tappeto.

Chi deve ancora seminare un prato di macroterme deve affrettarsi: la semina va eseguita tra metà aprile e fine maggio, quando le temperature del suolo sono sufficientemente alte per garantire la germinazione.

Le irrigazioni in aprile vanno calibrate in base all’andamento climatico: se il mese è asciutto si riduce l’intervallo a 2-3 giorni, altrimenti si mantengono le impostazioni di marzo.