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Come proteggere le piante dal freddo invernale: guida pratica

Perché l’inverno è la stagione più rischiosa per le piante ornamentali

Da novembre a fine febbraio il giardino entra nella fase più delicata dell’anno. Quando le temperature minime scendono sotto zero — anche solo di qualche grado — le piante ornamentali più sensibili rischiano danni seri o addirittura la morte. Questo vale soprattutto nei climi freddo-umidi come quello della costa romagnola, dove il gelo non è intensissimo ma la combinazione di freddo e umidità può essere particolarmente insidiosa.

Il primo errore da evitare è quello di acquistare una pianta senza conoscerne la resistenza al freddo. Prima di mettere a dimora qualsiasi essenza ornamentale è importante informarsi sulla sua zona di origine e sulla sua tolleranza alle basse temperature. Le piante più belle e rigogliose provengono spesso da climi tropicali o subtropicali e possono sembrare robuste in estate, per poi soffrire gravemente al primo freddo serio. Con i cambiamenti climatici in atto e gli sbalzi termici sempre più frequenti, la prudenza non è mai troppa.

Prevenire è meglio che curare: le scelte da fare in fase di progettazione

La protezione invernale più efficace non si fa a novembre — si fa quando si progetta il giardino. Posizionare le piante sensibili al freddo in luoghi riparati dai venti freddi e con esposizione a sud è una scelta che nel tempo ripaga abbondantemente, riducendo la necessità di interventi di protezione straordinari.

Per le piante particolarmente delicate o di pregio, il vaso è spesso la soluzione più intelligente. Una pianta in vaso può essere portata al riparo durante i mesi freddi e rimessa all’esterno in primavera senza causarle traumi significativi. In estate può essere interrata nell’aiuola per nascondere il contenitore, oppure utilizzata come elemento decorativo in terrazzo o cortile se si tratta di un vaso bello.

Un trucco pratico per gestire piante in grandi contenitori decorativi senza dover spostare pesi impossibili: inserire la pianta all’interno del vaso decorativo lasciandola nel suo vaso di plastica originale, più leggero e maneggevole, riempiendo lo spazio vuoto con argilla espansa, pomice o lapillo. In questo modo la pianta si estrae facilmente quando arriva il momento di portarla al riparo.

Come coprire le piante: materiali giusti e materiali da evitare

Quando la prevenzione non è sufficiente e le temperature scendono in modo preoccupante, la copertura delle piante diventa necessaria. È un’operazione che sembra semplice ma richiede attenzione: coprire una pianta nel modo sbagliato può essere più dannoso che non coprirla affatto.

La regola fondamentale è una: la pianta deve ricevere aria, luce e non deve accumularsi umidità tra la copertura e il fogliame. Per questo motivo vanno assolutamente evitati i film plastici, i sacchi neri, le borse di plastica e qualsiasi tipo di tessuto o stoffa. I materiali plastici impermeabili impediscono la traspirazione della pianta; le stoffe si inzuppano d’acqua e possono congelare, costringendo la pianta in una vera e propria morsa di ghiaccio.

Il tessuto non tessuto: lo strumento giusto per la copertura

Il materiale corretto per proteggere le piante dal freddo si chiama tessuto non tessuto, abbreviato TNT. È un materiale sintetico leggero, traspirante, permeabile all’aria e all’acqua, disponibile in versione bianca semitrasparente che lascia passare anche la luce. È facile da trovare nei garden center e nei negozi di giardinaggio, disponibile in varie grammature e spessori in funzione del grado di protezione necessario.

Il modo migliore per utilizzarlo è avvolgere la pianta integralmente in uno o più strati — senza che il tessuto aderisca troppo stretto alla chioma — assicurandosi di coprire bene gli organi più esposti o delicati. In alternativa, per piante più basse o arbustive, è possibile appoggiare il TNT sopra alla pianta fermandolo con pietre o picchetti per evitare che il vento lo sposti o lo laceri.

La pacciamatura: proteggere le radici dall’interno

Oltre alla copertura della parte aerea, è fondamentale proteggere la base della pianta e le radici, particolarmente vulnerabili al gelo nei terreni superficiali. La tecnica più efficace per questo scopo è la pacciamatura: uno strato di materiale organico o sintetico posizionato attorno alla base della pianta che isola le radici dalle temperature più rigide.

I materiali organici più utilizzati per la pacciamatura invernale sono foglie secche, paglia, letame ben maturo e scarti vegetali asciutti e privi di malattie o parassiti. Questi materiali hanno il vantaggio di avere anche un effetto fertilizzante e migliorativo del terreno man mano che si decompongono. In alternativa si può utilizzare il TNT in versione più spessa e non trasparente, oppure i numerosi tessuti sintetici o naturali biodegradabili disponibili in commercio, come la fibra di cocco.

Quando smontare le protezioni

Un ultimo avvertimento importante: le protezioni invernali non vanno lasciate in posto a tempo indeterminato. Devono essere rimosse non appena il rischio di gelate tardive è definitivamente passato, generalmente tra la fine di marzo e l’inizio di aprile a seconda delle annate e della zona. Lasciare le coperture oltre il necessario crea ristagni di umidità, riduce l’arieggiamento della chioma e favorisce lo sviluppo di malattie fungine che possono danneggiare la pianta proprio quando la stagione favorevole è alle porte.